Giorno prima degli esami

Non credo nell'amicizia tra uomo  e donna

E non venitemi a dire che voi ci credete !!

Non credo all'amicizia tra uomo e donna

Mai creduto !

Una donna non la si puo' salutare scazzottandogli la spalla e apostrofandola
con un cameratesco "Allora vecchio porco , come butta ?"

Con una donna non puoi sederti al tavolo di un bar e passare il pomeriggio a
dare i voti alle fighe che passano.

Una donna non capirebbe mai la bellezza poetica insita in uno scatto felino
di Kaka'.

Non si puo' passare una nottata a gonfiarsi di birra e fare a gara di rutti
in stereo dolby surround.

In compenso quando un uomo e una donna hanno davanti un lungo e bigio
pomeriggio autunnale, le possibili alternative con cui passare il tempo
aumentano matematicamente di una unita'

Scopare.

Cosa che un amico non puoi fare, a meno che non ti chiami Checchi Paone.

Inutile che me la venite a raccontare, in una coppia di amici mista almeno
uno dei due si vuole trombare l'altro (spesso tutteddue).

E allora che amicizia e' ?

Come la definireste un'amicizia in cui uno vuole metterlo nel culo all'altra
?

Si si certo mica per fregarla, ma sempre nel culo glielo infila no ?

Gia'..

Beh a dire il vero io a Rita non glielo volevo infilare nel culo.

Mai avuta sta gran passione per i rapporti anali.

Mi piace guardare in faccia quando scopo.

Mi eccita lo sguardo della mia partner

Le facce che fa

I suoi ansimi, gemiti, grida, urla dalla savana.

MI sarebbe bastata una classica posizione del missionario, mica pretendevo
tanto.

E poi ero innamorato perso di lei, e all'amata non glielo si mette in culo.

Con l'amata si cerca la fusione delle anime.

Amore puro con la A maiuscola.

Non mi ci vedevo proprio a rigirarla come una cotoletta e forzare
sudacchiando il suo forellino posteriore.

Poi avevo 18 anni e a 18 anni si e' ancora ingenui, immacolati, vagamente
tonti.

Lei l'amavo da ormai 3 anni.

Fin dal primo giorno che l'avevo vista a scuola.

Non era bellissima.

Anzi diciamola tutta era proprio un cesso piastrellato Richard Ginori.

I capelli color grigio topo li pettinava in modo da formare due simpatiche
parabole che gli partivano dalle orecchie, talmente perfette che gli si
poteva calcolare le asintoti.

Il naso era greco, cioe' grosso e storto, con una gobbaccia orrenda,
utilissima pero' per sostenere i suoi pesantissimi occhiali modello 10 anni
prima.

Il viso era lungo e affilato ,come quello di Cipollini al microfono di Auro
Bulbarelli dopo l'ennesima tappa vinta.

I dentini vagamente in fuori.

Labbra sottili

Occhi azzurro slavato

Tette zero

Culo grosso

Polpacci come il viso (di un ciclista).

Pedante, pignola, precisina e amante della montagna (che mi fa cagare
verde).

Perche' mi ero innamorato di lei ?

Boh.

Mistero assoluto anche per me.

Oggi a piu' di vent'anni da quel giorno ancora me lo chiedo.

Fatto sta che ero proprio andato.

Pendevo dalle sue labbra e soffrivo come un cane.

Lei furba come una volpe maremmana doveva essersene accorta fin dal primo
momento.

E fin dal primo momento aveva messo in atto il suo diabolico piano.

Mi aveva chiamato a casa subito, il pomeriggio del primo giorno di scuola
chiedendomi i compiti che lei (pedantina e pignola come un ragioniere) aveva
dimenticato di segnare.

Ma ero troppo sulle nuvole per notare lo stridore sinistro della situazione.

Chi cazzo gli aveva dato il mio numero ?

Probabilmente la guida telefonica.

Ma poco importava.

Io ero al settime cielo, ormai completamente invischiato nella sua diabolica
rete.

Seguirono 3 anni di passione , nel senso di via crucis.

Studiavamo spessissimo insieme.

Sua madre su cui avevo fatto come sempre colpo (le madri andavano tutte
pazze per me) si inventava scuse barbine per lasciarci soli, sperando cosi'
che passassimo il pomeriggio trombando come cinghiali e assicurandosi cosi'
il fidanzato in casa che aveva sempre sognato.

Peccato che io di fare il primo passo non ne avevo il coraggio.

E lei , la mia carnefice si divertiva troppo a giocare al gatto col topo.

Tre anni di Italiano, Elettronica, Chimica, Informatica e budini al
cioccolato.

Tutte materie che non avevo bisogno di studiare accompagnate dall'unico
dolce al mondo che mi fa vomitare alla sola vista.

Quanti budini ho ingurgitato in quei 3 anni.

Quanti capitoli riletti per l'ennesima volta.

Di Elettronica non capivo assolutamente nulla, ma in compenso sapevo il
libro a memoria.

Bastava darmi un esercizio e il mio bluff sarebbe stato scoperto
miseramente, ma il professore (un coglione) di elettronica sapeva meno di me
e quindi non si discostava dal sacro testo, unico appiglio sicuro.

Arrivo' l'ultimo anno e con esso l'esame di maturita'.

Passato quello l'avrei persa di vista, forse per sempre.

Non potevo permettermelo.

Avevo deciso, glielo avrei detto l'ultimo giorno di scuola, tanto se anche
avessi beccato un due di picche, non avrei piu' dovuto sopportare il suo
sguardo e la sua presenza, mi avrebbe fatto meno male.forse..

Rimuginavo su queste mi fantastiche tattiche da coniglio quando un urlo da
brivido percorse la schiena di tutti.

"E' uscito il cartellone delle materie !!"

In verita' dietro a quel cartellone c'erano state trattative degne del
miglior mercato delle vacche protrattesi per mesi, in cambio di cose
innominabili eravamo tutti sufficientemente sicuri di essere interrogati
sugli argomenti sui quali ci sentivamo piu' forti.

Tutti tranne io.

Unico inculato di tutta la classe con la materia cambiata, tra l'altro
"elettronica" che era per me al di fuori del sacro testo puro sanscrito
distillato.

Sarebbe arrivato un elettronico vero con i controcazzi da fuori, uno che
mangiava diodi e transistor a colazione, non un cazzone qualsiasi come il
mio pseudo proff, mi avrebbe fatto a pezzettini minuscoli senza pieta', gia'
mi vedevo rantolante in una pozza di sangue davanti alla commissione.

Fu allora che melliflua come un cobra pronto a colpire si avvicino' Lei.

"Michele ti aiuto io, vieni a casa mia oggi pomeriggio che ripassiamo
insieme" . Lei elettronica l'aveva portata di sua scelta.

Bella situazione del cazzo.

Proprio quando avevo deciso di farmi avanti questo meteorite gigantesco si
dirigeva verso la mia galassia. Tra poche ore sarei stato da lei, che fare ?

Studiare cercando di salvarsi il culo per l'interrogazione del giorno dopo ?

Dirglielo e trombare tutto il pomeriggio in culo agli amplificatori i
multiplexer e le induttanze ?

Dirglielo beccarsi un vaffanculo  e giocarsi in un sol colpo il suo amore e
la maturita' ?

Troppa confusione in testa per essere lucido decisi di fare come sempre,
eccioe' ritardare la decisione all'ultimo momento utile , sperando che l'
ultimo momento utile fosse piu' o meno a ridosso del giorno del giudizio
universale.

Arrivai in casa sua come in trance.

Era Luglio

Faceva caldo

I genitori non c'erano, stavolta avevano fatto le cose in grande, erano
addirittura partiti per le vacanze, casa libera per orge festini e quant'
altro 24 ore su 24.

Lei era bellissima (ai miei occhi)

Un vestitino bianco virginale corto, cortissimo, troppo corto

Niente reggiseno (d'altro canto non che servisse piu' di tanto)

E il sospetto fortissimo che anche gli slip fossero rimasti nel cassetto.

Iniziammo chiacchierando del piu' e del meno sul terrazzo, dentro faceva
troppo caldo.

Nessuno dei due sembrava intenzionato a penetrare nel magico mondo del
transistor bjt.

Ad un certo punto Rita propose giuliva :"una pausa ?"

Pausa de che ? Il libro giaceva ancora intonso nel mio zainetto.

Accettai ero spossato dal lavorio frenetico delle mie sinapsi.

Vado a preparare un bel te' caldo

A Luglio con 30 gradi all'ombra, ottima idea !

Ma avrei preso qualsiasi cosa pur di non dover mandare giu' un altro dei
suoi mefitici budini.

Torno' con il vassoio e mi porse la sua tazza piegandosi in modo innaturale
permettendomi di sbirciare dalla larghissima manica sotto il suo ridicolo
vestito.

Il seno destro faceva capolino chiaramente con un grosso capezzolo rosa
stranamente appuntito.

"Ti si vede una tetta", pensai e dissi senza darmi il tempo di interfacciare
cpu con la mia periferica locale.

"e ti piace ?" mi rispose mentre ancora ero stordito da questo mio
improvviso coraggio.

Avevo passato 3 anni a pensare alle frasi migliori per esternargli il mio
amore, avevo preparato pagine e pagine di discorsi che nemmanco un
Democristiano al congresso. E mo' avevo rovinato tutto con sta cazzata sulla
sua tetta.

Volevo suicidarmi o meglio venire teletrasportato in Nuova Zelanda senza
passare dal via (meno traumatico).

"vuoi vedere anche l'altra ?" continuo' ancora Rita.

Non ero in condizione di comprendere e capire cosa mi stesse dicendo, ero
come in un film in cui improvvisamente e' sparito l'audio, vedevo la sua
espressione che aveva un qualche cosa di vagamente sinistro, ma per quante
botte dessi alla mia testa, non riuscivo piu' a far andare in sincrono,
pensieri, parole, emozioni e impianto audio.

Lei intanto aveva iniziato a spogliarsi

Non c'era voluto molto.

Si era solo tolta lo straccetto che aveva indosso.

Sotto come supponevo non portava altro che un cespuglio rossiccio (rossiccio
?) foltissimo e riccio.

Pensai che sicuramente mi sarebbe andato qualche pelo di traverso, mi torno'
in mente (chissa' perche') il suo budino, e un conato di vomito inizio' a
salire preciso lungo il mio esofago.

Buio

La scena dopo eravamo avvinghiati nudi.

La mia faccia in piena foresta amazzonica con peli ricciuti ovunque che
leccavo un qualcosa di estremamente saporito, fortunatamente non aveva
nessun sentore di budino.

Lei si contorceva come una biscia impazzita con un respiro asmatico
notevolissimo, secondo me doveva farsi vedere al piu' presto da un buon
otorino alla ringoiata (qualcuno sa come cazzo si scrive sto medico ?)

La scena dopo ancora c'era lei avvinghiata al mio cazzo come il capitano
Achab sulla sua nave in mezzo alla tempesta, la sua bocca andava su e giu'
con partecipazione e foga violenta.

La tempesta doveva essere notevole

Io ero in preda agli spasmi, mentre strani fuochi artificiali silenziosi
esplodevano senza soluzione di continuita' sulla sua libreria.

Poi fui dentro di lei.

Solitamente impresa che richiede manovre non semplici, ma non quella volta..

Mi basto' appoggiarmi sul suo ventre che il mio membro venne' catturato come
da una pianta carnivora, inglobato e digerito nel tempo di dire un "Oh".

Furono spinte su spinte, giravolte morsi alle tette, morsi sul collo, cazzo,
figa, culo, fregna, labbra, peli, fuochi artificiali sulla libreria, budini
danzanti e minacciosi, te caldi nell'intervallo della partita, Amisci
golasso, Herrrrrrrnnnnann Crrrespo, 1 a 0 Milan.

Il giorno dopo presi 42/60esimi all'esame.

E non ho mai capito se il giorno prima mi ero sognato tutto oppure no.