Uno spettacolo che fa acqua da tutte le parte

Regia di Martina Fusè

Debutto maggio 2016, Spazio Dilà Milano

ELOIZE:  intellettualoide che parla per litoti

FULGENZIO: puntiglioso rompiballe
FILIPPO: il ragazzo del lavandino
CHRISTIAN: megalomane che parla per titoli
GINO: Vecchio complottista
CATERINA: pazza divagatrice

Era mattina, c’era una ragazzo che camminava bello affannato sulla via principale, aveva in mano un lavandino, si ferma un signore e gli fa "Ragazzo, non ti accorgi che l tuo rubinetto perde" ?
Il ragazzo guardò il suo compagno di viaggio e constatò senza errori che il vecchio aveva ragione e dopo averci pensato su un po' disse:
"E chi vince" ?

SCENA 1 – Monologo Filippo

Solo Filippo in scena entra ed esce con il lavandino in spalla.

FILIPPO: Ieri sera è successa una cosa strana. Stavamo per metterci a tavola, una cena coi fiocchi, mamma aveva acceso il forno.
Squilla il telefono, è un mio amico che dice che dobbiamo vederci per forza perché è stato mollato dalla ragazza e ha bisogno di sfogarsi.
Lascio tutto il bendiddio di mamma intonso sulla tavola, prendo le chiavi, telefono, lavandino ed esco per raggiungerlo.

Poi si incontra con Gino.

GINO: We giovane, non lo vedi che il lavandino perde?

FILIPPO : Ah sì? E chi vince?

SCENA 2 – Senza Soggetti

Entrano tutti

CATERINA: Avete sentito parlare di quello lì? Lui…

FULGENZIO : Esattamente lui chi?

CATERINA: Ma Lui, lui lui!

FULGENZIO: È pregata di essere un po’ più precisa

GINO: Ho capito io, parla del matto del terzo piano

FULGENZIO: Ma terzo piano di quale palazzo?

ELOIZE: Quello non liberty, non futurista, un mix tra decadentismo e …

CHRISTIAN: State parlando del castello d’oro che si erge sulla landa. Ce l’ho: “l’inquilino del terzo piano del castello”

GINO: No parliamo del palazzo qua di fronte

CHRISTIAN: Ah, la reggia a due miglia da qui. Ce l’ho: “Sospettati i membri della famiglia reale”                                                                                                             

CATERINA: Stiamo parlando di Lui, il fidanzato di Lei. Lui figlio di Suo e Sua...dai parente con qualcuno!

FULGENZIO: Parente con qualcuno non mi basta. È il cognato del fratello dello zio della cugina o è il cognato della sorella della zia del cugino?

CHRISTIAN : I vampiri! Quelli che discendono dagli dei! Ce l’ho: “Intervista col vampiro del palazzo imperiale”

GINO: We Dracula, ma quali dei? Sono i disgraziati del terzo piano!

CATERINA: Non lo so, so che mangiano la zucca a pranzo

ELOIZE: Sicuramente è sintomo di un trauma infantile

FULGENZIO: La zuppa o la zucca?

CATERINA: La zuppa di zucca

FULGENZIO: La pasta la mettono? Se c’è la pasta non possiamo considerarla zuppa a tutti gli effetti, se c’è la pasta non è una zuppa, è per lo più una pasta brodosa alla zucca

CHRISTIAN: Ce l’ho: “Nuova rubrica: il cibo degli dei”

GINO: Và che c’è anche sua madre!

FULGENZIO: La madre di chi?

ELOIZE:  La sua non di lei e non di lui! Quella che non fa la zuppa, ma forse la pasta brodosa alla zucca

FULGENZIO: Quindi è  il cognato del fratello dello zio della cugina o è il cognato della sorella della zia del cugino?

GINO: È sua madre! Guarda sta entrando nel bar all’angolo

FULGENZIO: il bar non fa angolo, è il civico appena prima dell’angolo, all’altezza del 42

CATERINA: La barista serve i caffè e il cuoco nel retro bottega si fuma le 101 sigarette maculate, ovviamente, vinte per il mancato incasso della giornata. Un bambino davanti alla tv chiede ai suoi come nascono i bambini; e l'erba del vicino risulta sempre la più buona, perché usa molto fertilizzante. Il fertilizzante è consigliato anche come rimedio della nonna: nelle torte dolci, ma anche salate, nel pesce o nelle patate al forno, o ancor meglio, così a crudo nell'insalata come piace al vegetariano!
Sì, la nonna era del cuoco, e il cuoco aveva imparato a cucinare dalla nonna.

FULGENZIO: Ora capisco. Poteva essere un po’ più precisa dall’inizio.

SCENA 3a – Politically Scorrect

GINO: We, hai sentito ?

CHRISTIAN: No cosa ?

GINO: il ragazzino brufoloso e ciccione del terzo piano è scappato di casa

CHRISTIAN: Chi quello mezzo frocio ?

GINO: Sì sì, proprio lui!

CHRISTIAN: Bah ha fatto bene va là, era una famiglia di merda, parevano zingari

GINO: Dicono pure fossero ebrei

CHRISTIAN: Addirittura !??!

GINO: Ennò ? E il pizzicagnolo all'angolo mi ha detto che una volta è venuto a trovarli un loro parente

CHRISTIAN: Embè?

GINO: Embè ...era un negro demmerda!

CHRISTIAN: Che famiglia, ebrei, negri zingari con un figlio ciccione e mezzo frocio

GINO: E la sorella zoccola

CHRISTIAN: Però figa!

GINO: Si ma sempre zoccola! E mica è finita sai con cosa è scappato?

CHRISTIAN: No!

GINO: Con un lavandino

CHRISTIAN: Un lavandino?

GINO: Che perdeva!

CHRISTIAN: Un matto

GINO: Un rincoglionito

CHRISTIAN: Che gente

GINO: E noi paghiamo le tasse pure per questi qua ti rendi conto?

CHRISTIAN: Lascia perdere, non mi ci far pensare...io li disinfetterei col Napalm

GINO: Perché te sei troppo buono caro mio...

CHRISTIAN: Vero me lo dice sempre mia madre, un santo...

GINO: Beh ora vado che ho lasciato la macchina parcheggiata sul posto dei mongoloidi da ieri sera, c'è il rischio che qualche vigile rompicazzo mi elevi una multa

CHRISTIAN: Non c’è più religione, se sei handicappato stattene a casa invece di intralciare il traffico, no?

GINO: Ennò? Vabbè Ciao

CHRISTIAN: Ciao

SCENA 3b – Politically Correct

FULGENZIO: Ha sentito?

ELOIZE: No cosa?

FULGENZIO: Il ragazzino con l’acne lievemente sovrappeso del terzo piano si è allontanato di casa

ELOIZE: Chi quello potenzialmente non eterosessuale?

FULGENZIO: Si si, proprio lui!

ELOIZE: Come dargli torto, era una famiglia in difficoltà sociale, si poteva considerarli al pari dei senza fissa dimora

FULGENZIO: Dicono pure che professassero il culto ebraico

ELOIZE: Addirittura?!

FULGENZIO: Parrebbe!  E il norcino all'angolo mi ha detto che una volta è venuto a trovarli un loro parente

ELOIZE: Quindi?

FULGENZIO: Quindi  ...era un extracomunitario di colore sui generis!

ELOIZE: Decisamente una famiglia in difficoltà sociale, dediti al culto ebraico con parentele non del tutto europee, forse centroafricane, forse senza fissa dimore e con un figlio lievemente sovrappeso e non particolarmente eterosessuale

FULGENZIO: Per non parlare della sorella dedita al meretricio

ELOIZE: Però affatto brutta!

FULGENZIO: Sì ma sempre dedita al meretricio! E non solo sa con cosa si è allontanato da casa?

ELOIZE: No!

FULGENZIO: Con un sanitario

ELOIZE: Un sanitario?

FULGENZIO: Un lavacro che perdeva!

ELOIZE: Fuori di senno

FULGENZIO: Disturbato mentalmente non c'è dubbio

ELOIZE: Che genia

FULGENZIO: Noi paghiamo le aliquote  per far sì che possano integrarsi

ELOIZE: Vero, meglio non pensarci, fosse andrebbe adottata una sterilizzazione a monte

FULGENZIO: Perché lei è  troppo attenta al sociale cara mia...

ELOIZE: Vero me lo dice sempre mia madre, un’ assistente sociale ...

FULGENZIO: Ora vado che ho lasciato la vettura con le doppie frecce sulla sosta riservata ai diversamente abili , me ne dolgo ma avevo fretta, ma meglio che mi muova altrimenti qualche ausiliario del traffico potrebbe , giustamente, elevarmi una multa

ELOIZE: Certo che questi diversamente alibi dovrebbero evitare di uscire e rimanere a casa dove possono essere assistiti compiutamente

FULGENZIO: Concordo ! Arrivederci

ELOIZE: Arrivederci.

Passa Filippo con il lavandino

SCENA 4 – Monologo Filippo

FILIPPO: E niente, arrivo all’appuntamento per il mio amico che era stato lasciato.
È tutta una messinscena. Mi hanno organizzato una festa a sorpresa anche se non è il mio compleanno, la mamma porta tutto il bendiddio alla  festa, mangiamo come se non ci fosse un domani. Ci sono tutti i miei amici.  Beviamo …  Credo che qualcuno mi abbia vomitato nel lavandino.
Ma non me l’aspettavo, davvero … Facciamo tardi. Io mi addormento alla festa che ormai non c’è più nessuno.

SCENA 5 - Artistoide

ELOIZE: Mioddio non posso credere ai miei occhi!

FILIPPO: Scusa?

ELOIZE: Trovo la tua performance assolutamente GENIALE!

FILIPPO: Performance ?

ELOIZE: Massì  dai non schernirti, la performance l’happening culturale che stai portando sul territorio

FILIPPO : Chi, io ?

ELOIZE: E questa installazione pret a porter, Divina! Trovo che quest’esempio di arte concettuale on the road venga a scardinare tutti gli stilemi della pop art classica. Una citazione dotta di Duchamp

FILIPPO : Certo.. il lavandino, Duchamp.

ELOIZE: Ma sì sì, certo un lavandino, figura archetipica che cela i nostri bisogni più nascosti e morbosi no ? Quando vogliamo fare qualcosa di vergognoso ci chiudiamo in bagno, quando lavandoci veniamo a contatto con le nostre parti intime è li che tendiamo, è li che arriviamo, io trovo tutto ciò assolutamente iconico, forse un po’ aggressivo ecco, ma iconico, fortemente iconico

FILIPPO: No ma infatti io volevo proprio essere assolutamente iconico

ELOIZE: Perché è chiaro che tu non sei un semplice ragazzo che gira con un lavandino sotto il braccio, no, tu sei la testa di ponte tra classicismo e pop art, Arcadia e Art Nouvueau, giri con la tua aria finto depressa, ma in verità lanci il tuo grido scandaloso a questo mondo dell’arte ormai ammuffito e chiuso nelle sue accademie, un atto forte, un atto coraggioso, un momento che oserei definire storico

FILIPPO:  Hai colto in pieno i meccanismi del  mio essere artista nel senso più profondo

ELOIZE: Zitto zitto, zitto non ci devi spiegazioni, l’arte non si spiega, l’arte emoziona, l’arte colpisce duro alle coscienze, l’arte denuncia

FILIPPO: Beh in effetti potrebbe passare come arma impropria

ELOIZE: Certo certo,  hai colto perfettamente lo spirito , arma impropria esibita come un organo sessuale, lo sgocciolamento è un chiaro riferimento sottointeso ma non troppo, diversi piani di lettura certo certo.
Ma non sottovalutiamo l’aspetto filosofico, il panta rei. L’acqua è la vita...tutto scorre....l’acqua è il tempo, il tempo che scorre... l’acqua è il tempo, il tempo della tua vita che se ne va...che scorre...

FILIPPO: tutto scorre, il lavandino, panta rei, la vita che scorrre, il messaggio filosofico

ELOIZE : Anche la riflessione linguistica, il fonema artistico la battuta celata nell’opera, un futurismo secolare rivisto e corretto Dio mio , GENIALE !! DIVINO, DIVINO GENIALE, DIVINO
(continua a ripetere Geniale e Divino)

SCENA 6 - Porno

CATERINA: Te con quel lavandino lì non è che mi vai a prendere le sigarette e poi se ripassi di qui me le porti? non fumo davvero io, Carlo fuma davvero proprio sempre, io non fumo come il Carlo.

FILIPPO: va bene. Esce

CATERINA: Mia nonna mi diceva sempre "tasche vuote pancia piena, questo è l'importante". Che donna! Forse è grazie a lei se ho ereditato questo gene di figaggine che mi porto dietro da tutta la vita, peccato che il mio cane non mi assomigli per niente...lei ha ereditato qualcosa da sua mamma, una cantante lirica...insomma potete immaginare che acuti! Spavento!

Filippo torna con le sigarette

CATERINA: A me puoi dirlo dove vai con quel bel lavandino

FILIPPO: Non ce la facevo più a trattenerlo, ho dovuto SMONTARLO

CATERINA:  Mhhh, ma com'è grosso, lucido, spruzza anche acqua calda?

FILIPPO: Soprattutto calda, Caldissima

CATERINA: Gocciola...

FILIPPO: Sì ...Te l'ho detto che non ce la facevo più a trattenerlo..ormai era questione di minuti, la pressione era troppo alta, stava per spruzzare dappertutto, ho dovuto Smontarlo

CATERINA:  Peccato, però potresti rimontarlo da me, il mio vecchio lavandino l'ho buttato, non spruzzava più...

FILIPPO: Dipende, pensi di riuscire a tenere sotto controllo la pressione?

CATERINA: Ci posso provare...

FILIPPO: Andiamo allora...

Escono. Mugolii equivoci fuori scena.

CATERINA: È stato duro rimontarlo

FILIPPO: Durissimo, ma alla fine ce l'ho fatta

CATERINA: Certo che spruzza proprio bene

FILIPPO: Visto che getto

CATERINA: Accidenti, niente a che vedere con il vecchio...

FILIPPO: Sento che sta risalendo la pressione

CATERINA: presto interveniamo

Escono e rientrano in scena, facce beate, sigaretta in bocca.

SCENA 7 - Ultras

GINO: Lo vedi quello che sta lì come un ciula? Eh, lui non si accorgeva che sto lavandino sgocciolava e allora mi sono avvicinato e gli fatto: We fioeu va che il tuo lavabo perde!

FULGENZIO: Si è vero ha perso ma l'idraulico era contro di noi. La guarnizione era chiaramente da sostituire, lo hanno visto tutti in tribuna e lui invece ha fatto finta di niente presentano lo stesso la fattura. Ci vuole la moviola in bagno, io lo dico da sempre, non si può andare avanti così è il quarto litro d'acqua che perdiamo per colpa degli idraulici.

GINO: Questo è chiaramente un complotto ai nostri danni, diamo fastidio alle grandi dighe che vogliono andare in Europa e così ci boicottano con questi mezzucci.

CHRISTIAN: Ma piantala! Sempre a prendervela con gli idraulici, la verità è che avete un rubinetto scarso, puoi cambiare tutte le guarnizioni che vuoi, ma siete stati assemblati male ad inizio stagione, la ghiera è un colabrodo e non fate filtro a centrolavandino. Ce l’ho: “La Champion W.C.”

FULGENZIO: Logico poi che perdete, siete una rubinetteria di serie B

CHRISTIAN: A chi rubinetteria di serie B? “La rubinetteria di serie B”

SCENA 8 - Complottista

GINO: Parla con me che c’ero, lascialo perdere il Fulgenzio. E il lavandino. Sai cosa el ma di’ il giovine quando gli ho detto “weee va che il lavandino perde?” el ma di’ “ Ah sì, e chi vince?” non ci vedi il chiaro messaggio sionistico ?

CHRISTIAN: Sio che ?

GINO: Maddai è chiaro! Un disegno del Mossad con appoggi americani della Cia e dell’intelligence di sua maestà.

CHRISTIAN: Dici ?

GINO: Beh dai, mi pare lampante, il lavandino è un chiaro segnale per gli infiltrati.

CHRISTIAN: Infiltrati ? figa è vero! Ce l’ho: “Il lavandino e gli infiltrati”

GINO: (abbassando la voce): Tutto torna no ? Segui il mio ragionamento, un ragazzo, chiaro membro degli illuminati acquatici, viene contattato dagli israeliani preoccupati della situazione in Siria. In pratica hanno necessità di distogliere l’attenzione dal fronte Canadese, quindi..

CHRISTIAN: Sì cazzo.. il fronte canadese! Non ci avevo pensato. Ce l’ho: “il lavandino, capro espiatorio nel fronte canadese”

GINO: Ma dove vivi scusa !?!? Secondo te chi finanzia le politiche russe dei flussi migratori sulle coste italiane ?

CHRISTIAN: Narnia !!

GINO: Ma i russi no !!!?!? C’e Putin dietro al rubinetto guasto, lo capirebbe anche un bambino

CHRISTIAN: Ce l’ho: “Putin da Narnia!”

GINO: E non è che lo dico io, è la realtà dei fatti, basta leggere i giornali tra le righe, scandagliare il deep web, grufolare nella controinformazione alternativa, te stai sempre a leggere solo Gazzetta e TuttoSport, che ne vuoi sapere?

CHRISTIAN: Vabbè quindi sto ragazzo non è un ragazzo il lavandino è del Mossad e il rubinetto perde per colpa dei russi? Ce l’ho: “Terza guerra mondiale: lavandino contro russi”

GINO: Vedi che se te le spiegano le cose alla fine ci arrivi anche tu? Non si vive di soli Buffon e Balotelli

CHRISTIAN: Loro non sono agenti del Sismi?

GINO: Ma sei scemo, tu vedi complotti dappertutto! Stai rilassato  non è che c’è sempre un grande vecchio dietro ad ogni stronzata!

CHRISTIAN: Ci beviamo un caffè al bar qui all’angolo che è il più buono del mondo conosciuto

GINO: Ma sei pazzo? Non lo sai che i cinesi avvelenano i chicchi durante le tratte intercontinentali con le loro scie chimiche ? Continua pure a berti il tuo caffè, poi tra qualche anno comincerai a diventare giallo con gli occhi storti, ti sei mai chiesto perché i cinesi non muoiono mai e non ne distingui uno dall’altro!?!

CHRISTIAN: Per il caffè cazzo è vero! Ce l’ho: “Caffè cinese, non muori ma diventi giallo”

GINO: E non solo, ascoltami ora ti spiego

SCENA 9 - TG

CATERINA: Signori e Signori Buonasera apriamo il nostro tg con una notizia di cronaca dell'ultima ora, oddio prima ci sarebbe da parlare della situazione politica , perché le notizie da Montecitorio incombono, per non parlare della partita di cartellone della serie a tim prevista per questa sera, però la scaletta che mi hanno scritto dice che devo iniziare con questa cronaca locale, quindi così sia, quindi dicevo: Stavo uscendo per comprare da mangiare al mio cane, vado solo nel negozio di Via Artemide perché me l’ha consigliato la nostra vicina di casa, l’Aurora, che è anche la mia unica amica e lei non ha i cani ma è una che si intende di tutto l’Aurora, una volta io e l’Aurora abbiamo fatto una vacanza insieme, siamo andate a Parigi, 200 euro solo andata, ma ci siamo andate con l’aereo, io non ho paura dell’aereo. Il nipotino di quello che abita a Cesano Boscone invece ha paura, me l’ha detto quando è venuto qua, ogni tanto viene qua con l’amichetto e io gli do la cioccolata, perché quando vado a fare la spesa prendo il riso, la pasta e le merendine se no poi non so cosa dare a quei due là quando vengono che vogliono la merenda. Faccio la spesa, prendo i punti e poi li perdo, settimana scorsa potevo prendermi un computer nuovo e invece come al solito avevo sbagliato giorno perché mi arriva un ragazzotto con un lavandino in spalla e io mi sono un po’ trattenuta col ragazzotto. Ma non avevo capito che è lo stesso di cui stiamo per parlare!

Milano, un giovine ragazzo pare sia fuggito di casa dopo una violenta colluttazione con la madre durante la quale ha divelto il lavandino. Il ragazzo secondo le ultime notizie si aggira ancora per la città con il sanitario e....scusate

Sì, sì sono io, no sono impegnata, pure domani sera sono impegnata, si anche il mese prossimo, per te sono impegnata fino al 2047! Come? Scartozzi ha intercettato il ragazzo? Ce l'abbiamo sulla uno? Sì certo gli passo la linea, NO MI FAI CAGARE! Piuttosto la do al cane della mia vicina!

L'ottimo Giovanni Frignini in collegamento mi comunica che abbiamo il nostro inviato Scartozzi sul posto e pare abbia intercettato il ragazzo con il lavandino per una intervista esclusiva Scartozzi sei in linea ?

CHRISTIAN: Non potete capire, ma lo devo troppo dire. Cioè non lo so, è tipo la mattina più calda della storia dell’Umanità, cioè che le temperature toccavano i 60°C all'ombra E' una giornata eccezionalmente umida, praticamente respiriamo brodo di pollo. Sono nella strada principale della metropoli, ci saranno  tipo, non lo so, diecimila anime. Per le strade uno zoo che non si può camminare. Mi arriva Gandalf che mi svela il terzo segreto di fatima, e mi lancia addosso con un potere incredibile un extraterrestre altissimo, tipo che ne so, dieci metri di gigante con una fontana in spalla.
Quindi lo intercetto è proprio lui il gigante di cui sta parlando tutto l'universo conosciuto, quello che vedete qui al mio fianco è proprio lui, il ragazzo del lavandino che per me continua ad essere un gigante alieno con una fontana e noi siamo i primi della storia che riusciamo ad intervistarlo, state quindi per ascoltare la sua versione che sarà sicuramente sui libri di testo del  prossimo millennio.
Allora, qual è il suo nome, se ne ha uno?

FILIPPO: Mi chiamo Filippo

CHRISTIAN : Un nome una storia. Noi e tutto l’universo connesso ci stiamo chiedendo: perché quei jeans?

FILIPPO: Sono i primi che ho trovato sbattuti sulla sedia

Nel frattempo dietro a Scartozzi e al ragazzo GINO  saluta la telecamera

CHRISTIAN: INCREDIBILE SIGNORI DI TUTTTE LE GALASSIE, INCREDIBILE! Grazie.  E adesso ci dica … perché questo taglio di capelli?

FILIPPO: Fa  tutto il mio barbiere, io non c’entro. Dice che sto bene così

CHRISTIAN: È anche lui di un’altra galassia?

FILIPPO: Ha il negozio qua dietro

CHRISTIAN: Incredibile signori! Ce l’ho “Il Barbiere di Via Siviglia” . Ma noi vogliamo sapere qualcosa di più. Non vorrei essere invadente, ma vuole svelarci la sua altezza?

FILIPPO: Sì, sono alto un metro e settantasette.

CHRISTIAN: Lo sapevo signori, lo sapevo! Siamo davanti al primo gigante che ha messo piede sul pianeta terra dopo la loro estinzione nel milione a.C. Ce l’ho: “Il ritorno dei titani”. E adesso se non è chiedere troppo noi con questa intervista esclusiva in diretta mondiale vorremmo sapere se conosce l’esatto colore dei suoi occhi.

FILIPPO: Marroni con punte di blu

CHRISTIAN: L’atmosfera si fa sempre più calda, nuovi dettagli possono portarci alla soluzione di scoperte che cambieranno per sempre l’ordine del cosmo! Ce l’ho: “ L’isis dagli occhi blu”.
Invece, una domanda secondaria, ma ci conceda di soddisfare anche il gossip, cosa fa con addosso una fontana del Bernini?

Filippo prova a parlare ma la linea è interrotta

CATERINA: Scartozzi ? Scartozzi, non sento il ragazzo, ci deve essere un problema tecnico.

GINO: Chiedi a me che ho visto tutto!

CHRISTIAN: Giusto, abbiamo anche Gandalf che ha visto tutto e può aggiungere dettagli mega importanti per la ricostruzione dei fatti!

GINO: È l’isis! Gli ho detto io che sto lavandino perdeva, perché non è mica normale che un rubinetto perde sai? Comunque già che sono in video volevo salutare la Marisa e il Gaspare e tutti gli amici del bar Bon dove gioco a boccette tutti i Lunedì. We sto in televisione!

CATERINA: Scartozzi ? Scartozzi ? Abbiamo perso Scartozzi , ci scusiamo con il pubblico a casa per questo collegamento un po' sui generis. VAFFANCULO! Pubblicità.

SCENA 10 – Monologo Filippo

FILIPPO: C’è ancora qualcosa di ieri sera che non mi torna. Perché una festa a sorpresa che non avevo nulla da festeggiare? Mi ha fatto piacere, per carità, ma inizio a pensare che i miei amici siano un po’ strani… e anche la mia famiglia, perché ho motivo di credere che il bendiddio sulla tavola a casa fosse di cartapesta. Quindi mia madre aveva preparato prima il cibo finto per non farmi capire niente e poi quello vero da portare alla festa. Ma anche il mio amico, uno ti dice che ha urgentemente bisogno di te e cosa fai? Non ti precipiti? Uno così non ha nemmeno il tempo di smontare con cura il lavandino, ho dovuto sradicarlo con forza, se no non sarei mai arrivato in tempo. E non puoi mica lasciarlo a casa. Poi come fai? A parte tutto comunque è stata una bella serata. Saranno anche strani ma ci divertiamo un sacco insieme.

SCENA 11 – ‘68

FULGENZIO: Signori e signore scusate, a tutti i presenti. Io ho bisogno di vederci chiaro, troppe cose non tornano in questa storia, troppe imprecisioni.

FILIPPO: Propongo un’assemblea.

GINO: Va bene, il moderatore lo faccio io che ho fatto il 68 veramente e c’ero.

FILIPPO: Mi sento di dissentire. Compagni, come sapete siamo qui riuniti per discutere della crisi del  lavandino sottratto da me medesimo Compagno Filippo dal bagno di casa. Un comportamento ed atteggiamento eversivo che qui è stato condannato e stigmatizzato con forza. Mi auguro che alla fine del dibattito possa essere redatto un documento di sintesi.

FULGENZIO: Senz’altro il documento di sintesi sarà redatto da me medesimo.

GINO: Cerchiamo di non buttarla in caciara come al solito e chi fuma è pregato di accomodarsi  fuori che qui l’aria è già abbastanza irrespirabile di suo.

Vale anche per chi si fa le canne. Escono tutti tranne Gino e Fulgenzio
Va beh e allora le canne sì. Rientrano tutti.

FILIPPO: A voi la parola

ELOIZE: Io trovo che la condanna sia una fuga in avanti precipitosa, non c’è stata una analisi storico culturale alle spalle del gesto. Qui si è condannato subito senza processo come in un regime sudamericano fantoccio in mano agli imperialisti

FULGENZIO: Dissento con forza! Il compagno è stato intercettato dal uno dei nostri presidi proletari e aveva il lavandino chiaramente tra le mani, parlare di fuga in avanti mi pare quanto meno provocatorio

GINO: A prescindere da tutto, non abbiamo interpellato il compagno accusato, chi ci dà la linea ?

CHRISTIAN:  Ce l’ho: “E.T. Telefono casa”

FULGENZIO: Cerchiamo di non divagare, ricordiamoci di uscire di qui con un documento di sintesi da me redatto. Contattiamo il compagno accusato. Chi ci dà la linea?

FILIPPO: Compagni, io sono qui

FULGENZIO: Cosa aspettava a palesarsi? Sono passati sette minuti e 34 secondi dall’inizio dell’assemblea appositamente costituita per il suo caso.

FILIPPO: Ho costituito io l’assemblea, signore! Credevo non ci fosse modo migliore  di palesarmi, signore!

FULGENZIO: Precisamente dove si trovava alle ore 11.38?

FILIPPO: Per strada, Signore

FULGENZIO: Per strada non è preciso.

FILIPPO: Credo in via Porpora

FULGENZIO: “Credo” non è preciso

FILIPPO: Sicuramente in via Roma, signore

FULGENZIO: Cosa ci faceva in quel momento in quella via all’altezza del 42?

FILIPPO: Passavo.

FULGENZIO: Passavo è preciso. Sono stato la prima persona che ha incontrato per la sua via mentre passava?

FILIPPO: No signore. Ho incontrato anche il vecchio Gino, la compagna Eloize e la compagna Caterina e il compagno Christian.

FULGENZIO: A che ora e in quale ordine?

FILIPPO: Prima il vecchio Gino, poi la compagna Eloize, poi la compagna Caterina e poi il compagno Christian, poi lei credo.

FULGENZIO: “Credo” non è preciso.

FILIPPO: Sicuramente poi lei signore.

FULGENZIO: Adesso cortesemente, necessito della versione di ognuno per redigere il  mio documento di sintesi. Se potete essere precisi negli orari ve ne sarei molto grato, non abbiamo ancora chiare alcune circostanze.

CATERINA: Per forza non sono chiare, parlate in politichese stretto, l’operaio non ci capisce , c’è scollamento tra noi e la base, ricordiamoci che il proletariato ascolta ancora Orietta Berti

CHRISTIAN: E quindi ? Dovremmo scrivere i nostri comunicati in rima e musicarli in re maggiore? Ce l’ho: “Finché il militante va lascialo andare …”

ELOIZE: Io farei qualcosa di più simbolico, futurista, concettuale … che non ha bisogno di spiegazioni perché la fonè chiarifica ogni dubbio rivelando valori universali. Tipo..

PLINK
PERDITA
LAVANDINO
FUGGITO
RAGAZZO
PLINK PLONK
GOCCIA
GOCCIA
GOCCIA
CADE
SECO
MECO
PLINK
PLUNK
PERDE
PAREGGIA
VINCE
PLINK
PLONK
PLUNK

FULGENZIO:  Allora se permettete

Sonetto in stile 200esco, con schema ABBA ABBA CDC EDE

Fanciullo che lavacro porti appresso

fuggito da magion natal sol'ieri

dimentico già sei di quel che eri

e stolto non t'accorgi del tuo emesso

un filo d'umidor segnal processo

sentiero procelloso d'acque in fieri

segnalator di passi tuoi mìseri (licenza poetica)

Vien vecchiarello storto ma aguzzoso

che ratto e forte t'indica gocciore

non vedi giovinastro tal stillore ?

lo sguardo volgi lento non di lince

poi come lampo incendia in te un bagliore

E' vero vecchiarello e mo', chi vince ?

GINO: We artisti! Non divaghiamo per cortesia, torniamo al nostro compagno e alla sottrazione del lavandino

ELOIZE: Trovo scorretto dal punto di vista procedurale, ma anche metafisico e spirituale che il soggetto artista di cui stiamo dibattendo non sia presente.

FILIPPO: Ma infatti io sono presente e ho indetto io l’assemblea

ELOIZE: Il lavandino è un chiaro simbolo borghese decadentista

CATERINA: Perché tu non ti lavi?

GINO: Mi lavo quando mi pare non quando me lo ordina il padronato fascista e imperialista


CHRISTIAN: Ce l’ho: “il cesso è sempre in fondo a destra”

FILIPPO: Ritengo che sia ora di superare questa tesi, lavarsi non può essere considerato di destra

ELOIZE: Non è di destra, non è di sinistra

CHRISTIAN: Hai mai sentito l’odore di un operaio del turno di notte?

FULGENZIO: veramente no, ma ho letto un saggio a riguardo e posso appurare con estrema esattezza …       

CHRISTIAN: Per forza che non l’hai mai sentito è da cinquecento anni che non esci da qui per redigere i tuoi cazzo di milioni documenti di sintesi!

GINO: Non me la raccontate giusta voi! Ora criminalizziamo il nostro stesso operato, abbiamo delle spie tra noi!

FULGENZIO: Dai pochi dati emersi non è possibile appurare un complotto. Torniamo a chiarificare con precisione la nostra storia.

SCENA 12-  Ricostruzione dei fatti

GINO: So io come sono andate le cose, chiedete a me che io c’ero, io c’ero!
Io mica sono nato ieri, io ho fatto il 68, lanciavo uova marce prima che voi diventaste spermatozoi.
Anziano si ma mica rincoglionito ne' ! Io lo so come gira sto mondo di ladri e farabutti governato da gaglioffi che pensano solo a come metterci le mani in tasca.
Vabbè comunque per farla breve sto ragazzetto è uscito da quel palazzo lì, perché abita lì, con sua madre, donna strana e un po' equivoca, si insomma li conoscono tutti quelli del terzo piano, lo so perché li conosco io, non c'hanno tutti i venerdì apposto.
Per questo non mi sono stupito quando l'ho visto uscire con il lavandino sotto braccio, anzi secondo me è ancora andata bene che non ha sradicato il water closed chestchi, beh insomma se ne stava lì col suo lavandino in mano, che tra l'altro doveva pure pesargli molto  e si guardava in giro come un ebete, pareva uno che aspetta la 93 (che qui non passa) perché in comune se ne fregano delle periferie, l'importante è far arrivare la metro alla Scala così i Lante della Rovere e i Savoia possono andare alla prima. Quello lì che se ne stava lì come un ciula e  non si accorgeva che il suo lavandino sgocciolava e allora mi sono avvicinato e gli fatto:
We fioeu va che il tuo lavabo perde e lui el ma di’ “ah sì? E chi vince”. Chiaro messaggio sionistico.

ELOIZE:  Non era pomeriggio, non era sera, forse mattina.
Non era parco sempione e nemmeno il duomo.
Una via come ce ne sono tante, la mancanza della definizione totale dell’essere.
Da un non luogo, un palazzo non cubista e nemmeno liberty, arriva un tipo, non ancora adulto, non più bambino. Successivamente al nostro incontro-non incontro

A nome del centro psichiatrico PDPPIDC (parlaci dei problemi più interessanti del chemmenefottammé) oso dire che il ragazzo non abbia ancora superato la fase post-adolescenziale, quella che riguarda la presa di coscienza di sè, del suo super-io e della sua sè-io-coscienza avessi non me ne sarei scappato di casa...

Ma ritorniamo al problema di base. Tutto può essere spiegato e ricondotto in modo molto razionale alla scelta, se pur apparentemente strana, di portare con sé solo e soltanto un rubinetto ...rotto! Intanto possiamo dire che, dallo studio sui rubinetti del dottor Freunman Jallet, si può confermare che è tutta una questione di mancanza di autostima, soprattutto per quanto riguarda i rapporti sessuali. Magari non se l‘è mai sentita di aprire il suo cuore ferito alla famiglia e di confessare la sua omosessualità o magari la tua pansessualità o polisessualità. Il dottor Freunman afferma inoltre che sognare in qualsiasi contesto un rubinetto che perde, rappresenta questioni e problemi sessuali  irrisolti. Il tutto legato a problemi affettivi soprattutto con la madre, il famoso complesso di... -come si chiamava?- .... Egidio, si giusto!
Il lavandino era quello della casa con cui vive con la sua famiglia, giusto? Questo indica che ha voluto estirpare le sue radici con forza e che anche se odia i suoi e magari vorrebbe trucidarli, spiattolarli tutti in faccia al muro o seccarli con le spade laser di Star Wars, ha voluto comunque portarsi dietro qualcosa che lo rendesse ancora legato alla sua famiglia, ai suoi cari.

FILIPPO: Infatti io ho sradicato le mie radici, il concetto della vittoria che non si sa a chi appartenga, senz’altro non al lavandino che perde, mi fa pensare che forse, non so, dovrei lavorare sulla mia autostima anche se di solito gli artisti come me per esprimersi appieno dovrebbero soffrire.

CATERINA: Stavo uscendo per comprare da mangiare al mio cane, vado solo nel negozio di Via Artemide perché me l’ha consigliato la nostra vicina di casa, l’Aurora, che è anche la mia unica amica e lei non ha i cani ma è una che si intende di tutto l’Aurora, una volta io e l’Aurora abbiamo fatto una vacanza insieme, siamo andate a Parigi, 200 euro solo andata, ma ci siamo andate con l’aereo, io non ho paura dell’aereo. Il nipotino di quello che abita a Cesano Boscone invece ha paura, me l’ha detto quando è venuto qua, ogni tanto viene qua con l’amichetto e io gli do la cioccolata, perché quando vado a fare la spesa prendo il riso, la pasta e le merendine se no poi non so cosa dare a quei due là quando vengono che vogliono la merenda. Faccio la spesa, prendo i punti e poi li perdo, settimana scorsa potevo prendermi un computer nuovo e invece come al solito avevo sbagliato giorno perché mi arriva un ragazzotto con un lavandino in mano e io mi sono un po’ trattenuta col ragazzotto. Nel senso che prima va a comprarmi le sigarette poi torna e mi aggiusta il lavandino che si era rotto martedì quando la zia del cugino del fratello del cognato dell’Aurora mi ha chiamata per un nuovo servizio al tiggì e allora io mi sono precipitata in studio e ho scoperto che il ragazzo con il lavandino…. È davvero un tipo simpatico.

FILIPPO: Grazie!

CHRISTIAN: Io grazie al Gandalf qui presente che si è preso la briga di spostarsi dalla terra di mezzo per venire qui nella nostra metropoli di umanoidi a svelarci i segreti del vaso di pandora, ho avuto la fortuna di fare la più importante intervista della storia dell’universo e dico universo e non umanità perché questo gigante è sceso direttamente dal suo pianeta con questa fontana rivelando ce l’ho : “cose che voi umani non potete nemmeno immaginare”. Il ragazzo di dieci metri vive in una reggia d’oro con la sua famiglia aliena composta da una madre terra e Zeus, non è possibile sapere cosa ci faccia con un Bernini sulle spalle perché solo la sfinge può darci la risposta, ma siamo riusciti a scoprire l’origine di questi jeans tessuti direttamente da Atena e Aracne che ci avranno messo tipo non lo so, ventimila anni.

FILIPPO: Essere un extraterrestre semidio con un Bernini sulle spalle non è facile in un mondo che non è il tuo, ma la tessitura di questi jeans mi permetteranno senz’altro di affrontare qualsiasi disagio.

GINO: Scusate una cosa, ma Gandalf sarei io?

FULGENZIO: IL DOCUMENTO è TRATTO!

Erano le 11.18, in Via Roma all’altezza del 42.
Autobus delle 11.19 in arrivo alla fermata di fronte.
In strada ci sono solo due piccioni, 671 formiche, 8 mosche.
Da Ovest un ragazzo castano scuro, alto circa 1, 71,  per la precisione 1713 millimetri, si incontra con il Signor Gino, appena uscito dal Bar Bon dove ha bevuto un caffè corretto, si sta dirigendo per prendere la 93 per principio pur sapendo che non passa.
Il ragazzo ha cinque gocce di sudore sulla fronte e due sulla guancia sinistra.
Pantaloni di jeans chiaro, cavallo basso e maglietta bianca. Infradito.
Impercettibile alone sul collo, probabilmente ha sudato ieri e non è ancora rientrato in casa.
Lavabo sulle spalle.
Il suddetto sanitario perde una goccia d'acqua ogni 4 minuti e 36 secondi.
Il Ragazzo castano senz’altro ventiduenne, senz’altro mancante da casa da almeno un giorno, senz’altro eccentrico a giudicare dalla semplicità con cui gira in via Roma all’altezza del 42, non si è accorto che il suo sanitario portatile perde una goccia d’acqua ogni 4 minuti e 36 secondi, finchè il Signor Gino non glielo fa notare.
A questo punto dovrebbero essere le 11 e 42 minuti e 5 secondi e il ragazzo è senz’altro consapevole della perdita del suo lavabo in ceramica bianca. Io qui presente Fulgenzio avevo da 53 secondi terminato di colloquiare con la Signora Eloize, sono quindi le 11.47 minuti e 21 secondi quando il ragazzo ripassa all’altezza del civico 42 e si imbatte in una conversazione artistica con la signora Eloize. Terminano il loro dialogo cinque minuti spaccati dopo. Il ragazzo viene intercettato dalla signora Caterina che in un primo momento manda il ragazzo a comprarle un pacchetto di sigarette, Merit al mentolo pacchetto morbido, al suo ritorno, 17 minuti dopo, la signora lo porta con atteggiamenti molto equivoci a cambiare il suo vecchio lavabo per ben due volte, con una pausa sigaretta fra le due e una a servizio terminato. Nel frattempo il Signor Gino si convince di una tesi complottista coinvolgendo il giovane Christian, noto inviato megalomane del TG “notizie di primo pelo” condotto dalla nostra già citata svitata Caterina, ignara del servizio che toccherà nuovamente il giovane22enne con il sanitario sulle spalle. Sono le 12 e 21 minuti quando nasce un piccolo scontro ultrà fra me medesimo, Christian e il signor Gino.
Christian intercetta il ragazzo grazie al signor Gino. Sono le 12.33 quando comincia il servizio, la linea è disturbata e non ci aiuta in nuovi indispensabili dettagli. C’è qualcosa che ancora mi sfugge.

FILIPPO: E’ importante ?

FULGENZIO: Direi di si, a questo punto ogni dettaglio è importante per la riuscita dello spettacolo.

FILIPPO: Vero, non ci avevo pensato 

SCENA 13 - Chef

GINO : Venite qui che devo dirvi una roba.

Tutti vicini, escludono Filippo

GINO: Quello che sto per dirvi è d’importanza capitale, ma dovete promettermi di mantenere il segreto, ne va della sicurezza nazionale

CATERINA: No io non le fumo le Nazionali, solo Merit al mentolo

ELOIZE: Accidenti, un arcano!

CHRISTIAN: Ce l’ho: “Gandalf e la scoperta delle onde gravitazionali”

GINO: Silenzio e ascoltatemi! Ho capito a cosa serve quel lavandino in spalla al ragazzotto! Perché  non è un lavandino! No!  È un’ incubatrice di arma chimica di distruzione di massa

CHRISTIAN: Cazzo! Lo sapevo io , lo sapevo che era tutto più grande di quanto volessero farci credere.

GINO: Si però tranquilli,  io c’ho l’antidoto, l’ho trovato su youtube basta seguire la ricetta passo passo, donne state attente soprattutto voi, donna in cucina da sera a mattina, mo vi spiego come prepararlo, voi memorizzate, andate a casa e ne preparate un bel bidone, poi fate girare la voce al mercato dalle vostre colleghe massaie e lo distribuiamo in giro alla popolazione, così glielo mettiamo in quel posto al terrorista bigologico!

CHRISTIAN: Figa “Il terrorista biologico”

ELOIZE: Ma io non frequento i mercati, le massaie non fanno parte del mio target culturale

CATERINA: Io ci compro sempre e solo riso, voglio tanto riso, voglio tanto riso, voglio tanto riso. Al mercato prendo il riso, mentre per comprare da mangiare al mio cane, vado solo nel negozio di Via Artemide perché me l’ha consigliato la nostra vicina di casa, l’Aurora, che è anche la mia unica amica e lei non ha i cani ma è una che si intende di tutto l’Aurora, una volta io e l’Aurora abbiamo fatto una vacanza insieme, siamo andate a Parigi, 200 euro solo andata, ma ci siamo andate con l’aereo, io non ho paura dell’aereo. Il nipotino di quello che abita a Cesano Boscone invece ha paura, me l’ha detto quando è venuto qua, ogni tanto viene qua con l’amichetto e io gli do la cioccolata, perché quando vado a fare la spesa prendo il riso, la pasta e le merendine se no poi non so cosa dare a quei due là quando vengono che vogliono la merenda. Faccio la spesa, prendo i punti e poi li perdo, settimana scorsa potevo prendermi un computer nuovo e invece come al solito avevo sbagliato giorno perché mi arriva un ragazzotto con un lavandino in spalla e io mi sono un po’ trattenuta col ragazzotto. Ma non avevo capito che è lo stesso che abbiamo intervistato e che adesso è un terrorista biologico. A me stava simpatico il ragazzo. Non possiamo solo offrirgli un po’ di riso? Quello che compro al mercato?

GINO: No il riso non ci va, state zitti e attenti che adesso vi spiego ben bene tutti i passaggi. Prima di tutto prendete una Boul

ELOIZE: Le Boul

FULGENZIO: Un attimo che scrivo

GINO: Sta bacinella qua, se ciama Boul, cerchiamo di essere professionali che qui abbiamo a che fare con dei volponi ! Insomma ciapate su sta boul e ci infilate dentro farina 80 grammi, 2 uova, pecorino grattato, acqua 10cc, latte 20 cc, pepe e sale q.b.

FULGENZIO: farina 80 grammi, 2 uova, pecorino grattato, acqua 10cc, latte 20 cc, pepe e sale q.b.

CHRISTIAN: fiotti di farina, millemila uova di dinosauro, un caseificio, una cascata, pepe e sale finchè non finiscono. Ce l’ho: “La ricetta per la salvezza dell’umanità”

CATERINA : Q.B? Qui a Bologna

ELOIZE: Ma siamo a Milano !

GINO: We stordite, Q.B. Quanto basta !!

CATERINA: E quanto basta ?

ELOIZE: Basta nel momento in cui lo spirito manda un chiaro segnale energetico alla bocca dello stomaco. Quello è il q.b.

FULGENZIO: Il q.b. è inaccettabile.

GINO: Basta quanto basta e basta, non fermatevi su sti dettagli e state attenti che sennò la quiche impazzisce, insomma, sbattete sta sbobba tutta insieme e fate una Ganache, sapete cos’è una Ganache ?

ELOIZE : Questa ? (e fa una ganascino dolorosissimo a Gino)

GINO: We giù le mani dallo chef, la ganache è una crema no ?!

CATERINA: E perché non dici crema allora?

ELOIZE : È una contaminazione Culinculturale !

CHRISTIAN: “La contaminazione Culinculturale”

GINO : A chi culinculturale ? Comunque torniamo a bomba ! Una volta preparata la Ganache è la volta della Bisque

CATERINA: Oh io non lo capisco sto qua, non possiamo fare riso, tanto tanto riso ?

GINO: Il riso non funziona come antidoto, comunque abbiamo quasi finito, la bisque si fa con un po’ di latte e farina di manioca aromatizzata al tamarindo, l’ho già preparata, per non fare aspettare i telespettatori.  L’aggiungo alla preparazione et voilà impiattiamo .Orca peppa mi sa che ho esagerato col q.b.

FULGENZIO: Quante volte ho detto che il q.b. è inaccettabile. Andrebbe bandito. Vietato.

CHRISTIAN: Ce l’ho: Q.B or not Q.B?”

CATERINA:Lo Shakespeare! Allora visto che avete tutti espresso la vostra vena creativa, anche io voglio esprimere la mia, adesso che abbiamo tutti i dettagli della storia.. allora..

Caterina porta in scena una sedia da regista

SCENA 14 – Prove di teatro

CATERINA:Tutti in scena : il ragazzo con il rubinetto si guarda in giro con gesti esagerati, il vecchio gli si fa incontro con passi lunghissimi, mentre gli altri 3 gesticolano animosamente aprendo la bocca e parlando senza emettere suoni. Signor Gino vai con la tua battuta

GINO : We riggiss, il lavandn perde (detto velocissimo mangiandosi le parole)

CATERINA: STOOOOOOOP !!!! STOP !! la battuta va portata PULITA !!! Chiara! Il pubblico deve capire! Pure quelli sordi delle ultime file, prenditela calma, fai un bel respiro! E poi sei un vecchio, un vecchio non cammina in questo modo! Si regge a malapena in piedi, trascinali sti cazzo di piedi , fai vedere che sei in pensione da 20 anni  fai capire che stai tornando a casa dopo avere guardato tutti i cantieri del quartiere !!
E tu !! Cazzo ti guardi in giro come un rimbambito, sembra che aspetti l’atterraggio di un Ufo, sei scappato di casa con un lavandino, sei un po’ matto, ma non cerebroleso, sii meno enfatico, togli dalla tua recitazione, sottrai, togli..
E voi la dietro o parlate o passeggiate, se parlate dite qualcosa però, così sembrate dei pesci in un acquario

CHRISTIAN:  “ I pesci nell’acquario”. Scusate, allora parliamo Cate?

CATERINA: Cate !??! Signora regista !!! in teatro non esistono i nomi propri, non esiste la vita di tutti i giorni, tu sei passante uno e io sono la SIGNORA REGISTA E’ CHIARO !?!?
Comunque si parlate, parlate, e tu più vecchio e più lento nell’appoggiare la battuta
Tu invece, togli, togli, sottrai (sottolinea con il gesto della mano)
DA CAPO !!

Il ragazzo con il rubinetto cammina con la bocca aperta e la lingua fuori , il vecchio si avvicina a passi infinitesimali, i 3 dietro dopo avere osservato i due si iniziano a guardare tra di loro  e attaccano un fiume di parole a voce altissima

CATERINA:  STOOOOOOOP ! Ho detto parlate non gridate !!! Così vi si sente solo a voi !! Voi siete di quinta, i protagonista sono qui davanti, parlate si ma piano, piano !!

FULGENZIO: Si però così non è chiaro Signora regista, prima ci ha detto parlate ma mica ci hai specificato con quanta energia !

CATERINA:  Parlate si ma piano, anzi facciamo una bella cosa, non parlate proprio  e andatevene fuori che tanto in questa scena siete un inutile di più che distrae. Fuori, fuori !!

ELOIZE:  Ma certo, per percepire la vera essenza del non teatro, dell’essere ma non essere…

CATERINA : FUORI! E voi due tu meno matto e tu, ok vecchio, però un po’ più di energia, non possiamo far durare la scena per tutto il primo atto, ad una certa ora quei poveracci del pubblico li dobbiamo mandare a casa. Dio mio ma cosa ho fatto di male per avere questi cialtroni ? Da capo ! (fa cenno al ragazzo di togliere come prima)

IL ragazzo col lavandino e il vecchio si incontrano nel modo giusto

Così, perfetti, andate avanti così che state andando benissimo

Il ragazzo guarda il vecchio, il vecchio guarda il ragazzo, nessuno dei due ricorda la battuta

FULGENZIO da dietro le quinte suggerisce: “il rubinetto perde” “ chi vince”

GINO:  “Il tuo rubinetto vince !”

CATERINA: STOOOOP !!!!

GINO “Non vince ?”

FILIPPO fa segno di no, con la mano terrorizzato

CATERINA : No  NON VINCE !!!

GINO “ Pareggia ?”

CATERINA : Perde !!!! IL tuo rubinetto perde !!! Non è shakespare è una cazzutissima battuta di 4 parole , la potrebbe recitare un coglione alla prima lezione del primo anno !!!
IL MIO RUBINETTO PORCA PUTTANA PERDE !!!!

FULGENZIO da fuori: Così però Caterina le parole sono sei, non 4

CATERINA  “REGISTA !!! IO SONO LA SIGNORA REGISTA DIO TUO !!! Il prossimo che mi chiama Caterina lo caccio fuori a calci !!! È Chiaro !?!?

FULGENZIO: Tecnicamente io sono già fuori

CATERINA: ZITTO!! Ascoltatemi bene, tu vecchio rincoglionito, quando incontri questo giovante stronzo gli devi solo ed eslcusivamente dire “IL TUO RUBINETTO PERDE”, non mi pare difficile, secondo me ce la puoi fare e tu gli devi risponder (togliendo) e “CHI VINCE ?”
Da capo (fa segno al giovane di togliere come sempre)

GINO : Io sono stanco

FILIPPO: Anche io sto lavandino pesa!!

SCENA 15 - Alternative

RIENTRANO TUTTI

CHRISTIAN: OH ma perché non facciamo tipo un film in 3d con gli effetti speciali, cioè lui arriva con una navicella che spara bombe atomiche, Gandalf ce l’abbiamo, gli mettiamo le spade laser, poi arriviamo noi che siamo dei ciclopi e distruggiamo tutto quello che vediamo, poi il pianeta terra implode e non ci ritroviamo in un pianeta sconosciuto, che pensiamo essere disabitato e invece figa ci ritroviamo una miriade di cannibali no, che ci vogliono mangiare no… ma poi arriva Ulisse, ci cieca e se ne va. Dritti agli oscar, storia del cinema. Ed è fatta. Oh vi spiace se l’oscar miglior ciclope protagonista lo vinco io?

ELOIZE: Io propongo uno spazio vuoto, un atteggiamento neutro, una sorta di teatro sperimentale che mira all’essenza attraverso l’essenziale. Nessuno interpreta niente, tutti sono tutto. Poi a un certo punto mi spoglio  e mi lancio contro una pietra. Innalzata nel vuoto di questo spazio. L’imprevisto che incombe. Il caso che ci travolge, l’umiliazione contemporanea dell’essere. Tu dai le spalle al pubblico e ripeti “shhhhhh” con le braccia che volteggiano. Tu fatti schiacciare dal tuo lavandino e agonizza per terra, tu …

GINO: No no, io sono stanco!

ELOIZE: Rappresenta la tua sofferenza con l’alluce. Tu invece corri, corri, corri e senza meta e ogni tanto urla. Tu…

FULGENZIO: Io Propongo di cambiare stile.( tutti si fermano) propongo riadattare il testo mitologico dell’anno passato a questo fatto. La storia continua a calzare. Chi si ricorda le battute?

CHRISTIAN: Se è per questo io non solo so le battute di tutti ma Io mi ricordo anche quante volte sbattevamo gli occhi in scena.

FILIPPO: Io ricordo la parte di Umarel

FULGENZIO: Allora CHRISTIAN fa LAVANTINOO E FILIPPO FA UMARELL. Passagli il lavandino. Pronti?

Ragazzo con lavabo (Lavantinoo) vestito da fauno entra in scena, dopo poco dalla parte opposto gli si fa incontro Umarell

FILIPPO: Ohila’ giovine fanciullo,  ove dirigi il tuo passo cadenzato e svelto nel contempo

CHRISTIAN: Salute a te sommo Umarell, non pensare di ingannarmi, ti ho riconosciuto subito

FILIPPO: Allora saprai anche il motivo della mia apparizione

CHRISTIAN: lo posso pronosticare con assoluta certezza

FILIPPO: Meglio così , eviteremo inutili scontri e spargimenti di sangue

CHRISTIAN: non celare i tuoi propositi anziano Umarell, esplica con coraggio le tue richieste

FILIPPO: riconsegna la chiave di piccolo rubino stolto Lavantinoo e la furia degli Dei eviterà di calare sul tuo capo e sulla tua progenie

CHRISTIAN: Giammai !!! La chiave di piccolo rubino è cagione della mia forzata verginità , lasciatemi giacere con una vestale del tempi di Svesta e renderò il maltolto, prima di allora non lo riavrete mai !

FULGENZIO: Bene bene, andate avanti così. Ora appena Filippo dice KRAKEN voi fate un tuono.

FILIPPO: Pazzo sacrilego, vuoi aggiungere blasfemia a blasfemia, se la chiave di piccolo rubino non tornerà al suo sacro sacello prima che l’upupa abbia compiuto il suo coito rituale l’ira degli Dei infurierà sulla terra , vi è il rischio che venga liberato il Kraken (tuono fatto dagli altri)

CHRISTIAN:  o coito o morte

FILIPPO: Lo hai voluto tu e tu ne pagherai le conseguenzissime

LIBERATE IL KRAKEN !!!!!!

(tuono fortissimo)

CATERINA: Lo devo fare io il kraken? No perché io c’avrei anche il cane che gli devo dare da mangiare…

FULGENZIO: No, ci fermiamo qui per ora, che il kraken va studiato bene.

SCENA 15 – Canzone conclusiva

GINO: E allora riadattiamo la mia adesso. Venite qua che c’ho un foglio solo.

TUTTI:
Mi       Si
C'era un ragazzo che, come me,
La       Si
amava i bagni ed il bidet.
Mi
Girava il mondo,
Si         La       Si
Col lavandin che gia’ perdeva un pochettin.
Mi       Si
Non era bello ma accanto a sé
La       Si
aveva piu’ pressione di un re
Mi       Si
cantava Help, Idraulico a me,
La       Si
My lavabo Ye ye ye.
Mi       La
Cantava "viva la libertà",
Si         Mi
ma ricevette una visita
Mi       La
Un vecchio in strada che lo fermo’,
Fa#      Si
E disse guarda che sgocciola.

Mi       Si
Stop! Coi gocciolon!
Mi       Si
Stop! E’ un alluvion!
La    Mi
Gli han detto: "Va che peeerde
La       Si
Aggiustalo se puoi".

Mi       La Si Mi Si
Plin plin plin plin plin

Mi       Si
C'era un ragazzo che, come me,
La       Si
amava i bagni ed il bidet.
Mi       Si
Girava il mondo e poi fini
La       Si
Col vecchio fermo in via Forli’.
Mi       Si
Si guardo’ intorno con fare oibo’,
La       Si
Davvero perde sto lavabo’
Mi       Si
uno strumento vorrei con me
La       Si
La chiave ingleeeeee.ese!
Mi       La
Non tiene piu’, non tiene piu’,
Si         Mi
vede la goccia cadere giù,
Mi                   La
Chissa se mai riparera’,
Fa#      Si
E alfine insomma chi vincera’.

Mi      Sol Si
Stop! Coi Gocciolon!
Mi      Sol Si
Stop! con l’alluvion!

BUIO. FULGENZIO: Ho trovato il tassello mancante del puzzle. Filippo ma perché te ne vai in giro con un lavabo in spalla?


La          Mi
No piu’ lavabo in bagno ha,
La       Si
ma due piastrelle o tre...
Mi       La Si Mi Si
Plin plin plin plin plin

 

Fine.